IL PROGETTO OPEN EYE

A seguito delle attuali crisi e guerre, ondate migratorie hanno raggiunto l’Europa dai paesi asiatici e africani. Molte migliaia di bambini migranti e rifugiati arrivati nei paesi dell’UE aspirano ad inserirsi nei sistemi educativi formali e non formali dei paesi ospiti. Ma spesso i sistemi educativi nei paesi di accoglienza non sono preparati per integrare questi nuovi alunni nella comunità scolastica e fornire loro un ambiente idoneo per l’apprendimento delle competenze chiave, come ad esempio la lingua del paese ospitante o come muoversi nel nuovo contesto sociale e culturale. Nel 2019 è stato avviato il progetto Erasmus+ “Open Education per i giovani europei attraverso la storia, l’arte e l’apprendimento culturale” (Open EYE) si concentra sulla creazione di una metodologia di apprendimento aperta, basata su storia, arte e cultura in tutte le sue declinazioni, nonché sugli strumenti di implementazione necessari, che consentiranno agli insegnanti delle scuole primarie in Europa di supportare i propri studenti nell’apprendimento e nell’integrazione nella scuola e nella comunità, mediante formazione formale e non formale e sfruttando il patrimonio culturale e i luoghi della cultura del paese ospitante.
 
Nella prima fase del progetto in ogni paese partner (Italia, Norvegia, Slovenia, Grecia) sarà condotta una ricerca (attraverso sondaggi e focus groups) che aiuterà ad esplorare le esigenze di apprendimento degli educatori che lavorano con alunni di origine migrante o rifugiata e il potenziale offerto dalla storia, dalla cultura e dalle arti in genere per sviluppare nuovi metodi e strumenti per sostenerli. Il partner italiano responsabile è la Provincia di Livorno (http://www.provincia.livorno.it/), che ormai da molti anni si dedica a progetti di inclusione culturale attraverso la sua rete di strutture scolastiche ed educative.
 
I risultati dello studio saranno la base per creare una metodologia comune di insegnamento, basata sui concetti di educazione non formale e active-learning. Successivamente saranno create delle attività educative mirate allo sviluppo delle competenze richieste. I partner individueranno gli educatori che testeranno queste attività direttamente nelle scuole, biblioteche, musei che si occupano dell’educazione di bambini e ragazzi rifugiati.

La metodologia di lavoro e le attività progettate saranno infine raccolte e riunite in un vero e proprio manuale che può essere utilizzato dagli insegnanti per integrare il proprio progetto educativo. Il manuale e gli altri risultati del progetto saranno presentati in una conferenza internazionale, che sarà organizzata presso il Museo di Storia Naturale del Mediterraneo di Livorno (http://musmed.provincia.livorno.it/) nel mese di giugno 2022.

Incontri tra ragazzi rifugiati e studenti delle scuole della città di Livorno – Museo di Storia Naturale del Mediterraneo, 2019